La storia

La storia

2003

2003

Il Dr. Franco Quinti si laurea all’Università degli studi di Pisa e apre un primo Studio con due poltrone e un’assistente.

2005

2005

Le poltrone necessarie per il numero di pazienti acquisiti diventano 3, così come le assistenti. Diviene socio SIDP E SIO, Società Italiana Parodontologia e Società Italiana Implantologia Osteointegrata Dal 2005 al 2007 segue i migliori corsi di aggiornamento con i più illustri nomi dell’odontoiatria italiana.

2007

2007

Nel frattempo si approccia anche alla Chirurgia computer guidata, della quale diventerà portavoce per alcune importanti aziende leader nel settore.

2009

2009

Ospita il gruppo di studio capitanato dal Prof. Stefano Parma Benfenati collega e amico. Un gruppo di medici affermati che due volte all’anno ( lo fanno tutt’oggi) si ritrovano per studiare e curare le più importanti patologie parodontali. Lo staff cresce, si avvale oltre che di igieniste dentali professionali, della collaborazione della Dott.ssa Renzetti alla quale delega l’odontoiatria conservativa e pedodonzia; le assistenti sono diventate 4.

2013

2013

La digitalizzazione dello studio e l’utilizzo delle migliori tecnologie su ogni fronte; dal piezo elettrico, alla diagnostica digitale tridimensionale… Per garantire ai nostri pazienti diagnosi veloci e sicure. Introduce nello staff anche la figura di responsabile Front-Office.

2014

2014

Insieme al Prof. Benfenati comincia ad occuparsi di ricerca in campo chirurgico ed è spesso fuori sede in Italia o all’estero per insegnare sofisticate tecniche chirurgiche a medici che vogliono migliorarsi.

2017

2017

Anno del cambiamento, il sogno si realizza. La superficie di lavoro è raddoppiata così come le poltrone che da 3 sono diventate 6; nel team vi è uno medico per ogni branca. Nello stesso anno la sua prima pubblicazione nella rivista scientifica   ” The International Journal of Periodontics and Restorative Dentistry”: un nostro caso trattato insieme al Prof. Benfenati è stato scelto scelto dal Prof. Myron Nevins della Boston University per la rivista scientifica.